Questa
chiesa ha più di due secoli di vita, ma per costruirla ci volle mezzo
secolo. Era infatti il 1747 quando un frate laico, Serafino della
Concezione, discendente della nobile famiglia Carrozzini di Soleto nel
Salento, si fece portavoce delle richieste di molti cittadini tarentini
nei confronti del re Carlo III per la erezione di una chiesa con annesso
convento di frati francescani, dedicato a San Pasquale Baylon, come era già
stato fatto a Napoli.
Il sovrano, anche per assecondare la volontà della moglie Amalia, diede
il suo consenso. I frati si procurarono il terreno, ed i lavori di
costruzione ebbero inizio nel 1748.
Senonchè l’autorità militare del tempo, rappresentata dal castellano
don Andrea Aurelio, avanzò delle obiezioni, poiché il nuovo edificio
"sorgendo troppo vicino alla fortezza da cui distava 140 passi e solo
40 dal muro di cinta dell’orto, per ragioni militari non poteva essere lì
costruito".
L’opera venne così sospesa sul nascere. Naturalmente i frati non si
arresero, e si rivolsero direttamente al Re, il quale fece così
rispondere a stretto giro di posta: "El Rey manda que el Castellano
de Taranto non imprenda per motivo alguno la continuacion de la fabrica
del convento de San Pasqual, que edifican en dicha ciudad los religiosos
de Minores de Scalzos..".
I lavori perciò ripresero, ma andarono molto a rilento per una serie di
circostanze. Fatto è che la chiesa e il convento furono finalmente
ultimati solo nel 1794.
Era intanto nato al pendio La Riccia, nel 1729, Francesco Pontillo, che
poi sarebbe diventato frate francescano. La chiamata di Dio si fece
sentire proprio mentre frequentava la chiesa di San Pasquale; quel frate
sarebbe diventato il primo santo Tarentino. |