" . . . la luce , i colori, il clima, l'affabilita' della gente, la storia, la cultura, la posizione geografica, il mare: sono mille e mille gli elementi che concorrono a fare di Taranto un luogo inimitabile e pieno di fascino. Forse non e' giusto renderla immobile nelle immagini, giacche' questa citta' e' da vivere e da godere, dono prezioso di Dio e della Natura; tuttavia, e' attraverso le immagini che si puo' tentare di trasmettere le emozioni profonde che Taranto e' capace di provocare, per invitare a conoscerla e ad amarla. Poiche' conoscerla, oggi significa restarne affascinati e conquistati:, significa amarla "

 Qui, tutto e' mare.

" Ovunque cammini, ovunque vai, sia al centro che alla periferia, sia che incedi sulle strade larghe della città nuova, sia che penetri nei vicoli della vecchia, t'accompagna il profumo inconfondibile della salsedine, t’accompagna vivido il colore dell'azzurro che tutto avvolge.
L'eloquenza delle pietre esprime altrove la forza dei meriti, qui quella delle scogliere il carme eterno che l'onda intesse con i flauti di Dio.
Ti par d'udire voci canore sorgere dai fondi marini.
Le innalza il venticello sulle ali della sera, quando accarezza il verde dei pini e delle palme, quando sfiora i campanili delle Chiese, quando migra da Punta Penne alle isole Cheradi ed oltre, sino ai lontani monti silani.
E l'alba? Un sorriso sfolgorante ai fasti del di, nell'ora in cui la vita ricomincia.
Sopra e sotto le acque terse, il colloquio riprende, dopo la pausa notturna, tra l'uccello ed il pesce, tra l'uomo di mare e quello i terra.
Stupenda favola, magica quanto lo scenario che fa da sfondo alla fantasmagorica di infiniti colori, alla polifonia di altrettante note.
Qui vivevo.
Qui, levai il calice dell'intima giocondita' sulle mense dell'amarezza, quando la bruttura le imbandisce nel fulgore delle lotte, al centro delle vicissitudini per l'esistenza.
Per Taranto canto' Virgilio ed Orazio, scrisse Cicerone ed Andronico, qui operarono Archita e Pitagora, qui Tommaso Nicolo' D'Aquino ed il Santo Egidio, qui Paisiello, Costa, qui Cataldo Nitti, Acclavio, Mignogna, Russo, Criscuolo ecc. filosofi e poeti, Santi e musicisti e giuristi e patrioti nel cesello di un aureo diadema a superba testimonianza di chiara regalita'.
Ad un gruppo di giornalisti stranieri incantati dalla calata del sole nella profondita' di Mar Grande, quando tutto si tinge di rosso vermiglioso, io chiesi , la misura dei paragoni.
Mi fu ribadita l'originalita' dello spettacolo, unico in quest'angolo di natura, avida preda di miracolosi pennelli per l'ornamento di fulgide tele".(Cataldo Pierri)

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