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Con
la sua costruzione si cercava di fortificare la città; minacciata dalle
invasioni dei Turchi e della Repubblica di Venezia, che minacciavano non
solo Taranto, ma tutta la Puglia. Il castello doveva sorgere la dove già
i Bizantini intorno al 1907 avevano costruito una prima fortificazione con
torri alte e strette dalle quali si combatteva con lance, frecce, pietre,
olio bollente, nel punto più alto della città vecchia, sul fossato. Le
alte e strette torri perché, alla fine del 1400 non erano più
adatte alla difesa, dal momento che si erano scoperte la polvere da sparo
e le nuove armi, i cannoni, per il loro uso si aveva bisogno di torri
larghe e basse e fornite di rampe (specie di scivoli) che permettevano di
trasportare i cannoni facilmente da una torre all'altra.
Secondo il progetto approvato dal re aragonese la nuova fortificazione
doveva comprendere sette torri, quattro, fatte a spese degli Aragonesi,
unite tra loro a formare un quadrilatero e tre dovevano essere costruite a
spese del Comune (Università) allineate lungo il fosso fino al Mar
Piccolo.
Il primo castellano, il Crispiano, poiché i fondi per finire la parte
aragonese del castello (quella a quadrilatero) non erano sufficienti e i
Turchi minacciavano sempre di più, prima impose il dazio sulla pesca (i
pescatori tarantini non avevano pagato fino ad allora tasse, in cambio però
di una grossa quantità di pesce salato che mandavano alla corte di
Napoli), poi di sua iniziativa ingrandì il castello unendo a questo con
altre cortine, la torre Sant'Angelo che era stata costruita a spese del
Comune.
Il castello assunse così la forma di un aquilone ma per le lamentele del
Comune al Crispiano fu tolto l'incarico di castellano e fu richiamato a
Napoli dove si aprì una trattoria. Le torri tonde e massicce del Castello
furono unite da cortine lunghe circa 40 m. mentre le torri risultarono
alte 20 m. e larghe 20 m. con 4 ordini di fuoco. Il castello era dotato di
due uscite corrispondenti a due ponti ai quali si collegavano mediante
ponti levatoi. Sul fossato passava il ponte del Soccorso che univa il
Castello alla zona che oggi chiamiamo Borgo. Dal castello si accedeva a
questo ponte attraverso la porta chiamata Paterna (quella che oggi è
posta sopra a quella porta che viene utilizzata). Sul lato opposto c'era e
c'è il ponte dell'Avanzata che univa il castello con la città vecchia e
che sorpassava il fossato (intorno al castello fu scavato un fosso che
prendendo l'acqua dal fossato, scorreva dalla Torre S. Angelo alla Torre
della Bandiera e isolava così il Castello dalla città vecchia).
Nel 1491 fu aggiunto il rivellino a forma triangolare tra la Torre della
Bandiera e la Torre S. Cristofaro. Il castello fu considerato finito nel
1492 come risulta da una lapide murata sulla porta Paterna. Sulla stessa
lapide vi è lo stemma degli Aragonesi ed è incisa una strofetta popolare
usata in quel tempo per festeggiare la cacciata degli Angioini e l'arrivo
degli Aragonesi.
Se né giuto il re de franza
senza aiuto né possanza
e ha perduto ogni speranza
come piacque a Jesus Cristo.
Bene aggia lo papa santo
che ha donato la corona
a quel nobile re Fernando
che è de casa d'Aragona.
Nell'interno del castello c'era la Cappella, una volta dedicata a S. Maria
(esisteva già nel nucleo difensivo Bizantino), che fu sistemata e
dedicata a S. Lorenzo. Poi, successivamente fu dedicata a S. Leonardo. E'
situata nella cortina che unisce la torre della Bandiera alla torre S.
Annunziata, a sinistra della porta del ponte dell'avanzata.
Nel cortile, posto allo stesso livello della città vecchia, furono
sistemati gli alloggiamenti per i soldati e tra questi spiccava quello per
il castellano nel quale si entrava per mezzo di una scala scoperta e di
una porta decorata, chiamata la porta reale (perché in quegli
appartamenti soggiornarono re e principi).
Nella storia di Taranto potrete leggere le successive evoluzioni del
Castello che ha fatto la storia della città.
Bibliografia:
"Taranto...nella storia" vol.I di G.Bruno, A.Tamborrino ed i
loro alunni.
edizione M.Galli, S.Nicoletti, R.Pitrelli.
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