E’ la
residenza dell’Arcivescovo Mons. Benigno Papa, un gran bel
palazzo dotato di ampi saloni, in uno dei quali vi sono gli stemmi dei
vescovi succedutisi sulla cattedra di S. Cataldo protettore, molti quadri
e suppellettili di gran pregio, provenienti alcuni da donazioni.
Non si hanno notizie certe sull’inizio della sua costruzione: fonti
storiche riportano che nei primi decenni dell’XI secolo il vescovo e i
chierici vivevano insieme in una specie di hospitium; quando poi, anni
dopo, i chierici decisero di ritirarsi presso le proprie famiglie, il
vescovo pensò di provvedere per sé e per i suoi successori alla
costruzione di un palatinum.
La storia che assegna l’anno 1071 come data più probabile del
rinvenimento del corpo di S. Cataldo, in occasione dei lavori ordinati dal
normanno arcivescovo Drogone per l’ingrandimento del Duomo, è concorde
nel ritenere anche quella data come il momento della posa della prima
pietra dell’erigendo arcivescovado.
Nel tempo questo palazzo ha subito diverse modifiche e rimaneggiamenti.
Nel 1577, ad esempio, l’arcivescovo Brancaccio lo restaurò nella
facciata. Nel 1611 l’arcivescovo Mirto Frangipane l’ampliò di altri
fabbricati; l’opera fu poi proseguita dal cardinale Bonifacio Caetani,
che fece costruire il secondo piano.
Nel 1638 l’arcivescovo Caracciolo gli diede altra forma, facendo
costruire anche una galleria e i locali della Curia. Nel 1786
l’arcivescovo Capecelatro fece edificare l’appartamento superiore
sulla facciata a mare. Nel 1858 l’arcivescovo Rolando fece rimodernare
il palazzo, dotandolo anche di una cappellina dedicata alla Vergine.
Altri lavori fecero eseguire l’arcivescovo Jorio nel 1898,
l’arcivescovo Cecchini nel 1911, l’arcivescovo Mazzella nel 1918. Più
recentemente, alcuni urgenti lavori di contenimento furono fatti eseguire
dall’arcivescovo De Giorgi. Nel 1868 una parte del palazzo ospitò la
Corte d’Assise che, tra gli altri processi, celebrò quello clamoroso
delle gesta brigantesche di Grottaglie.
Dal 1898 al 1918 l’Arcivescovado fu sede dell’Osservatorio
Meteorologico voluto da mons. Jorio. Nel tempo furono ospiti del palazzo
Ferdinando II di Borbone e, dopo l’unità d’Italia, alcuni esponenti
di Casa Savoia.
Nel 1989 pernottò nel palazzo anche papa Giovanni Paolo II, durante la
sua visita di due giorni a Taranto. |